Category

Interviste

L’interior design dopo l’emergenza

By | Eventi, Interviste | No Comments

Lo spazio domestico si sta evolvendo per venire incontro alle nuove esigenze. Una trasformazione che chiama in causa l’interior design. Tre linee guida: estetica, funzione, benessere.

Ne hanno dialogato tre professionisti esperti del settore con cui collabora Travertini e Pietre.

“Estetica, funzione, benessere” riassume così Gianpiero Brunelli quello che sarà il ruolo dell’interior design dopo l’emergenza. Di come sta cambiando lo spazio domestico e non solo hanno dialogato Gianpiero insieme a Michele Volpi e Stefano Bergami nell’incontro “Hygge meets interior design” promosso da #Hygge. I tre partecipanti collaborano con Travertini e Pietre e fanno parte di AIPI (Associazione Italia Progettisti d’Interni) con cui Travertini e Pietre ha organizzato eventi tra i quali uno dedicato al marmo.

La casa infatti si appresta a diventare un luogo sempre più centrale nella vita di tutti. A cominciare dal lavoro. Esiste uno spazio dedicato a lavoro? La luce è adatta? E i colori? Gli accessori sono funzionali alle esigenze? Nel suo intervento infatti Brunelli ha analizzato nel dettaglio il lavoro da casa puntualizzando sulla differenza tra smart working e home office e le soluzioni che si dovranno predisporre. Da qui la sfida di conciliare il lato più estetico con il benessere e la funzionalità. L’interior designer diventa indispensabile dunque per star bene.

Cristiano Boni: “Travertini e Pietre indispensabile nella posa in opera”

By | Interviste | No Comments

Cristiano Boni (Studio5r): “Travertini e Pietre ci guidano sapientemente dalla scelta del materiale fino alla messa in posa”.

Cristiano Boni, architetto con studio a Firenze, ha raccontato la sua professione e il rapporto instaurato con Travertini e Pietre. Lo Studio5r si occupa di civili abituazioni, commerciali e attività ricettive.

Come è nata questa collaborazione con Travertini e Pietre? “Ci conosciamo da diversi anni. Collaboriamo principalmente per le realizzazioni di edilizia privata, le abitazioni. Sono molto competenti in materia, offrono un’ampia scelta di materiali. Hanno buoni prezzi e sono molto bravi nella posa in opera che di solito è critica (concordano dallo studio Art Living Solution) Seguo dall’ordine fino alla conclusione vera e propria del progetto”.

Nella fase di convivenza con il virus si assisterà ad un ripensamento dello spazio? “A seconda dei campi assisteremo ad alcune modifiche. Siamo abituati a vivere in case non adatte a conciliare le esigenze lavorative. Anche le case di design hanno problematiche in tal senso. Per le attività commerciali e ricettive dovremo fare riferimento a norme che usciranno nei prossimi mesi. Dovremo saper progettare diversamente certi spazi, allocare diversamente le funzioni in base alle nuove disposizioni. Al momento non ci sono certezze, possiamo supporre il contenuto e iniziare a prospettare come agire di conseguenza”.

Sul tema è intervenuto anche Gianpiero Brunelli

“Dovremo intervenire anche sull’esistente. Penso solo agli hotel che vedranno sensibili modificazioni: nelle sale colazioni sparirà il buffet, ci saranno meno spazi comuni e ad alta promiscuità. È un’innovazione che coinvolgerà tutto il personale. Sono modifiche che interessano sia la struttura sia la gestione del personale. Il legislatore dovrà recepire e normarle in maniera precisa e puntuale senza che ci siano margini di discrezionalità”.

Gianpiero Brunelli: “Uno showroom differente”

By | Interviste | No Comments

Gianpiero Brunelli, interior designer: “Lo showroom di Travertini e Pietre presenta il materiale in un modo completamente diverso”.

Gianpiero Brunelli, interior designer soprattutto per residenziale e commerciale, racconta la sua professione e il rapporto nato con Travertini e Pietre. Ha uno studio professionale a Lodi con un collaboratore.

“Travertini e Pietre è una bellissima azienda, offre il meglio che un interior designer possa desiderare per quanto riguarda forniture e campionature. Ho partecipato ad alcuni eventi. Quello di Travertini è uno showroom molto raro, soprattutto per le tipologie di lapidei ambientati. Uno showroom che presenta il materiale in tutto un altro modo” spiega Brunelli. “Negli showroom li vediamo spesso in campioncini e lastre, è ben diverso da vedere il materiale in un’ambientazione. Un fornitore del genere è molto utile”. Brunelli conosce un altro interior che collabora con Travertini e Pietre: Michele Volpi. “Con Michele Volpi siamo amici da tanti anni”.

L’interior designer deve avere diverse capacità secondo Brunelli. “Deve aver chiare le esigenze del cliente e la natura del luogo. Da qui deve saper elaborare il progetto giusto. Non si può prescindere dal far comprendere al cliente gli obiettivi del progetto. Nel residenziale dobbiamo avere la massima attenzione alle esigenze del cliente perché vivrà in quell’ambiente. Ecco perché serve un confort a tutto tondo. Mai creare un ambiente su misura del progettista e non sul committente!”.

“Lo spazio dopo il Coronavirus? Dobbiamo pensare a cambiare sia nel residenziale sia nei luoghi aperti al pubblico. Compatibilmente con lo spazio, le case dovranno sapersi adattare anche alle esigenze lavorative di chi lavora in smart working. Una delle sfide del post emergenza sarà migliorare la salubrità degli ambienti. Come? A partire dai materiali scelti, dalle vernici, dai prodotti, per arrivare agli impianti di aerazione”.

DeferrariModesti_fotocopertina

Deferrari: “La Petite una scommessa vinta”

By | Interviste | No Comments

Intervista Javier Deferrari dello studio Deferrari+Modesti. L’Architetto ha collaborato a due splendidi progetti di Travertini e Pietre.

Italo-argentino, Javier Deferrari, Architetto, nasce a Buenos Aires nel 1978. Inizia gli studi in Architettura all’Universidad di Buenos Aires. Nel 2002 si trasferisce a Milano dove successivamente si laurea al Politecnico. Nel 2006 dopo un’esperienza in Sudafrica, inizia una collaborazione con RRC Architetti di Milano, sviluppando progetti residenziali in Italia e all’estero. Nel 2008 inizia a collaborare con lo studio di Stefano Boeri, che lo porta a impegnarsi a La Maddalena nel progetto di riqualificazione dell’Ex Arsenale Militare. 2010 Si trasferisce a Firenze e insieme a Lavinia Modesti fonda DEFERRARI+MODESTI.

L’Architetto Javier Deferrari collabora con Travertini e Pietre. “Abbiamo collaborato in due occasioni” spiega. “Prima nel 2013 per un rivestimento a La Petite e poi nel 2015 per il pavimento della Libreria Brac”.

Il progetto La Petite

L’intervento su La Petite ha riscosso grande interesse anche per l’uso del materiale messo a disposizione di Travertini e Pietre. “Abbiamo progettato un rivestimento per la parete de La Petite. Avevamo un’idea ben chiara del rivestimento tridimensionale che volevamo ottenere, stavamo valutando diversi materiali e la fattibilità economica”. C’è stato poi il contatto con Travertini e Pietre “Alberto è venuto a presentare l’azienda, abbiamo visionato del materiale e ci ha convinto, anche con costi sostenibili. Il risultato è una parete di 40 metri quadri mossa, vibrante con contrasti e un forte gioco di ombre. Questo è possibile grazie al materiale fornitoci dall’azienda: il travertino anticato. Devo ringraziare l’azienda perché ha trasformato un’idea brillante in concretezza”.

La Petite - Firenze

La parete in travertino anticato

“Alla Libreria Brac invece abbiamo realizzato il pavimento della corte esterna” prosegue Deferrari. “In questo caso abbiamo scelto dei listoni lunghi di pietra serena. Una soluzione semplice ma efficace che va a riprendere la composizione in legno che si trova all’interno”.

Antonio Saporito, architetto e maestro d'arte

Antonio Saporito: “Ecco perché disegno a mano libera”

By | Interviste | No Comments

Antonio Saporito, architetto, maestro d’arte e collaboratore di Travertini e Pietre da lungo tempo, racconta la sua professione.

Architetto e Maestro d’Arte, Antonio Saporito collabora con Travertini e Pietre da lungo tempo e ha dato un rilevante contributo in svariate realizzazioni. Uno dei progetti più recenti è l’intervento su Fosso Bandito.

Prima la Scuola d’Arte in Calabria da cui acquisisce una cultura artistica che mai perderà quindi la Laurea in Architettura alla Sapienza. La tesi è su Tadao Ando, da sempre suo punto di riferimento. “La tesi mi ha fatto capire qualcosa di più sul linguaggio e sul mio linguaggio” spiega. Gli esordi nel mondo del lavoro con il primo studio, dove incontra un altro mito, Adolfo Natalini. Lavora principalmente su progetti di tutela ma non gli basta: vuole creare. Approda infine allo Studio Pierattelli che non lascia più.

Precisione delle linee, geometrie, quell’essenzialità che si ritrova in tanta produzione giapponese (e che Saporito riprende nella sua collezioni di complementi di design per Travertini e Pietre). Sono queste le caratteristiche delle opere di Tadao Ando che hanno conquistato Saporito. “Il mio sogno era lavorare nel suo studio. Gli scrissi anche, rigorosamente in giapponese, per chiedergli di collaborare e mi risposero che avrei potuto farlo. In quel momento però stavo pensando alla famiglia e non ho accettato”.

Leggi anche “Eleganza e funzionalità: le creazioni di design di Antonio Saporito con Travertini & Pietre”

C’è Ando nel suo personale pantheon degli architetti ma non solo: Louis Kahn, Mario Botta e la compianta Zaha Hadid che Antonio ha conosciuto ai suoi albori durante un concorso per il Teatro dell’Opera di Cardiff. Essenziali e di contemporanea complessità, sono i suoi progetti di interior design, definiti “elaborazioni squisitamente architettoniche”, dal grande maestro Nato Frascà.

Una delle specialità dell’architetto Saporito è il disegno a mano libera utile a percepire meglio lo spazio rispetto ai programmi digitali. “Mentre sul monitor si ha l’apparenza di uno spazio infinito, il foglio bianco delimitano un campo più o meno ampio in cui esprimersi. C’è poi il lato più creativo che nel foglio si esprime lasciando al computer gli aspetti più tecnici”. I suoi disegni animano il blog Vent’anni di disegni.

Antonio Saporito

Monica Poli ci guida nell’arredare casa

By | Interviste | No Comments

Grazie all’esperienza di Monica Poli, Arredatrice d’interni, Travertini e Pietre ti guida nel progettare casa cosicché una casa diventi la tua casa.

Travertini e Pietre si affida alle riprovate capacità dell’Arredatrice d’interni Monica Poli, che mette a disposizione dell’azienda oltre 25 anni di esperienza nel settore dell’interior, oltre al gusto che la caratterizza. Per Monica arredare non vuol dire riempire lo spazio o inserire nel proprio ambiente un qualsiasi mobile di vetrina. Arredare significa trasformare una casa nella propria casa. “Il mio lavoro – spiega Monica – si basa sull’empatia con il cliente, capirne le esigenze valorizzando ed esaltando gli arredi esistenti e/o creando ambienti nuovi”.

Fornire soluzioni per tradurre un’esigenza abitativa in calore domestico: è questa la capacità che contraddistingue l’Arredatore d’interni. Progettare ed arredare un ambiente è un’espressione di creatività massima ma nasconde delle complessità che solo l’esperienza di un professionista può sciogliere.

Stile, gusto, la capacità di creare suggestione ed evocare emozioni e di conciliare l’estetica con l’organizzazione razionale dello spazio sono alcune delle caratteristiche indispensabili per arredare un ambiente. Una scelta sapiente di materiali, colori, illuminazione, mobili che permetta di conciliare i desideri alle disponibilità senza mai esagerare o sprecare spazio e risorse.

Per Travertini e Pietre quello di Monica Poli è un contributo prezioso che agevola il cliente quando deve creare e/o riprogettare l’ambiente domestico. Monica è capace di guidarlo nella scelta dei colori, tessuti, illuminazione complementi ed Arredo studiando e ricercando materiali, legni, pietre per ottenere e creare effetti unici che possono far cambiare completamente il carattere di un ambiente anche già esistente. Solo così è possibile donare alla casa una luce nuova ed emozionale.

“L’obiettivo primario per me è creare ambienti in cui è bello vivere e abitare, ambienti unici, aiutando le persone a trovare un rapporto armonico e gratificante con la loro casa. Anche tra persone vissute in mondi diversi”.

Michele Volpi, archietetto e interior designer

Michele Volpi: “Ripensare ambienti domestici e locali”

By | Interviste | No Comments

Michele Volpi (interior designer): “Lavoreremo sempre di più da casa e dobbiamo riorganizzare lo spazio. Lo showroom di Travertini e Pietre nasce da una filosofia innovativa”.

Una sfida per il dopo pandemia sarà un ripensamento generale degli spazi. Imprescindibili saranno professionisti che, come urbanisti, architetti e interior designer, sappiano sintetizzare funzionalità, concretezza, visione. Ne ha parlato al blog di Travertini e Pietre, Michele Volpi, interior designer.

La casa e il suo microcosmo di relazioni umane sono tornate al centro. Si assisterà ad una riprogettazione dello spazio domestico? Come? “Una nuova organizzazione degli ambienti piccoli ma anche grandi è da programmare. Il lavoro è cambiato e ci troviamo a lavorare quasi esclusivamente da casa dove lo spazio è per sua natura limitato. Dobbiamo riorganizzare lo spazio perché la casa diventerà sempre più di frequente un luogo di lavoro e soprattutto perché i tempi di uscita dall’emergenza saranno graduali e dilatati. Zona giorno e zona notte dovranno poter diventare degli uffici. Ecco quindi la necessità di un mobile da soggiorno che può essere una scrivania o un beauty che diventa ufficio separato dal resto della stanza. Anche un seminterrato può essere ripensato come spazio multifunzione”.

Anche lo spazio pubblico dovrà essere ripensato, dalle piazze fino ai locali. Come intervenire nei luoghi aperti al pubblico? “Siamo in una fase ancora embrionale, stiamo tutti ripensando il nostro lavoro. Se guardo ai locali pubblici, immagino che andranno rivisti nel lato distributivo degli ambienti, saranno istallate protezioni al banco, i tavoli saranno necessariamente distanziati, la presentazione sarà meno stanziale, più intima, più protetta. Non mi stupirei nel vedere gli stessi camerieri con guanti e mascherine. Dovremo ripensare tutto e adottare accorgimenti che mettano in sicurezza le persone innanzitutto facendole sentire protette. Restando alle mascherine prevedo che l’uso sarà molto diffuso per lungo tempo e a breve ne nasceranno anche di firmate o di design, con soluzioni anche spiritose”.

Come è nata la collaborazione con Travertini e Pietre? Lo showroom che hai progettato rispecchia bene l’idea di design emozionale. “È nato con quella filosofia: trasmettere un’emozione, lasciare che tutti si possano affascinare ai materiali, guardarli e possibilmente toccarli. L’idea scaturì da un colloquio con Alberto dopo che Angela, una bravissima artigiana e artista del vetro ci aveva messo in contatto. Era il 2012 e il mercato del marmo stava cambiando sotto i colpi della crisi. Pensammo di trasformare un magazzino di marmi in uno showroom vero e proprio. È la dimostrazione di come si possa reagire di fronte alle avversità del momento. Alberto mi prospettò l’idea. Io gli dissi che lo spazio si trova in una zona industriale con poco flusso e che quindi dovevamo pensare ad uno spazio dedicato al progettista prima ancora che al cliente finale.

Uno spazio dedicato al professionista della progettazione

Ne è nato un luogo eclettico e polivalente che offre all’architetto non il solito showroom, non la solita esposizione di piastrelle ma delle ambientazioni, a volte molto originali, come la proposta di una zona totalmente dedicata al mondo delle SPA e del benessere, l’idea è stata quella di creare uno spazio dove il professionista della progettazione possa esprimersi. Il coronamento è stata la scelta di lasciare le lastre intere di materiale che si presentano al visitatore nella loro naturalità e che abbiamo inserito in un percorso che ne faccia apprezzare le qualità. All’interno dello showroom abbiamo fatto anche eventi, mostre d’arte, eventi professionali. È una filosofia differente di vendita per un mercato prima statico e oggi profondamente differente.

Con Travertini e Pietre abbiamo realizzato diversi progetti. Ogni volta che propongo un lavoro che contempli l’uso del marmo, mi affido alle sue competenze, sapendo la qualità del servizio che è capace di propormi. Ci troviamo spesso a condividere percorsi comuni, scambiandoci conoscenze e contatti, in uno spirito reciproco di collaborazione. Crediamo entrambi in un modo di lavorare dettato da un’etica professionale con una formula che si sta facendo spazio sempre più nella filosofia di lavoro tra imprese e professionisti. Nella mia professione non è sufficiente saper lavorare ed essere competenti, abbiamo necessità di una certa tipologia di servizio da proporre al cliente, che comprenda tutta una serie di qualifiche professionali, non sempre esclusivamente legate al prodotto, ma a come questo venga fornito e presentato, sicuramente un lavoro fatto da Alberto Riccarelli è un lavoro di qualità capace di soddisfare le mie aspettative”.